Così scrive la nostra Fondatrice:

“Gran cosa è la fede, la quale mentre ci discopre l’abisso della nostra miseria, ne solleva fino a Colui che è la perfezione stessa, e ci fa senza posa aspirare alla vera sorgente della nostra felicità! […] Ebbene è per la fede che il gemito di chi soffre si rivolge fiducioso al cielo, è per la fede che l’uomo sofferente attinge conforto nella speranza; come per l’amoroso intreccio della fede e della speranza prendesi amore al sacrifizio ed ogni giorno diviene maggiore il tesoro delle afflizioni che sosteniamo per Dio, e confidiamo alle sue mani, aspettandone la ricompensa” (COLBERT GIULIA, La prima mia sera a Pisa, in Con gli occhi del cuore, p. 225).




 
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