"Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13)



“La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele 

e così lo rende a sua volta capace di misericordia. 

È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, 

motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa

  chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. 

Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, 

destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati:

 nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. 

Perciò ho auspicato "che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo 

sulle opere di misericordia corporali e spirituali. 

Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà 

e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo,

 dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina". 

Nel povero, infatti, la carne di Cristo "diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, 

piagato, flagellato, denutrito, in fuga... 

per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura. […] 

Per tutti, la Quaresima di questo Anno Giubilare è dunque un tempo favorevole per poter finalmente uscire 

dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia”.


(Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2016) 

 
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