Centosettant’anni fa moriva un eroe della Carità

 

Felicità, verità, bellezza: I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo è il titolo del Convegno, che si è svolto aTorino il 14 novembre 2008 presso il Centro Incontri della Regione Piemonte. Il Convegno ha avuto un vero successo, secondo il commento dei partecipanti.

Alle due sessioni hanno partecipato circa 600 persone; trecento tra studenti, professori ed autorità, nella sessione del mattino e circa 280 in quella del pomeriggio, dedicata maggiormente agli adulti, persone intellettuali ed interessate alla figura di Carlo Tancredi di Barolo.

La giornata di studio è stata promossa dalle Suore di S. Anna. con la collaborazione dell’Opera Barolo e del Centro Studi Piemontesi, con duplice finalità:

 - Favorire la conoscenza della straordinaria figura dell’illustre cittadino piemontese, quale fu il Marchese di Barolo, in quanto uomo di alte virtù, sposo esemplare, appassionato educatore dei giovani, servitore del bene pubblico, uomo generoso, amante dell’arte e dei viaggi e soprattutto, “padre dei poveri”, come lo definì il Cavour.

  -  Dimostrare che Tancredi è stato, come pubblico amministratore e ancor più, come privato cittadino, un pioniere nel campo delle politiche scolastiche e socio-assistenziali, intervenendo a favore delle fasce più deboli e disagiate della popolazione.

Il Convegno aveva, inoltre, lo scopo di stimolare le varie “Agenzie educative” nel loro servizio formativo ai giovani, offrendo un modello di vita appassionato dell’educazione, quale fu Tancredi di Barolo.

L’emergenza educativa, che si registra oggi, era un problema quanto mai impellente per le classi disagiate del primo ottocento, soprattutto sotto il profilo dell’istruzione e della formazione professionale, in vista di un inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Tale problema non lasciò indifferente il Marchese Carlo Tancredi di Barolo. Era in gioco, ieri come oggi, la formazione della persona e con essa le basi stesse della convivenza ed il futuro della società

La dott.ssa Giovanna Pentenero, Assessore all’Istruzione Regione Piemonte, ha aperto la sessione del mattino, che è stata moderata dal dott. Roberto Sandri Giachino, dell’Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici.

La sessione pomeridiana, è stata introdotta dal saluto del Presidente dell’Opera Barolo, il dott. Franco Gamba e dalla dott.ssa Mirella Cerniglia, che con il suo cordiale messaggio, bene ha rappresentato il Sindaco e la città di Torino. Nel secondo tempo del pomeriggio ha portato il saluto della Regione Piemonte, oltre che la sua esperienza di servizio nel Consiglio Regionale, l’Assessore dott. Giampiero Leo.

I Relatori, in prevalenza docenti di Università statali ed ecclesiastiche e di Scuole Superiori, hanno saputo coinvolgere ed illuminare i partecipanti su diversi aspetti della vita del marchese.

La ricchezza degli apporti, la precisione dei giudizi e la sapiente articolazione degli interventi hanno contribuito a far conoscere ed apprezzare la figura e l’operato di Carlo Tancredi di Barolo dai tanti che ancora non lo conoscevano.

Il conte dott. Gustavo Mola di Nomaglio, del Centro Studi Piemontesi, che nella mattinata aveva accattivato l’attenzione degli studenti con il suo significativo e vivace intervento, in coppia con l’attore Mario Brusa, ha moderato la sessione pomeridiana.

La poliedrica figura del Marchese di Barolo è emersa in tutta la sua straordinaria ricchezza.

L’inquadramento storico della sua biografia, presentato dal dott. Marco Albera e dal dott. Roberto Sandri Giachino, ha offerto la chiave di lettura dell’intera vita di Carlo Tancredi.

La dott.ssa Rosanna Roccia ben ha illuminato l’esperienza politica di Carlo Tancredi come sindaco e decurione, citando espressioni tratte dall’epistolario del Cavour, che a pochi giorni dalla morte del marchese scriveva: “La morte di questo eccellente Tancredi ci ha toccati profondamente…, era l’uomo più caritatevole del paese; la sua fortuna, il suo tempo, il suo denaro egli l’ha messo a servizio dei poveri, che lo consideravano come loro padre”. Carlo Tancredi, ha precisato la dott.ssa Roccia, affrontò la sua incombenza di amministratore con spirito di servizio, una interpretazione molto seria, molto attenta del ruolo, ma nello stesso tempo con semplicità, generosità, rispetto, serietà, nobiltà…, una nobiltà che non gli derivava dall’essere aristocratico, ma dal suo essere uomo, da una forte tensione morale.

Agli studenti, ma non solo a loro, sono state proposte le diverse intuizioni e realizzazioni educativo-pedagogiche e la profonda esperienza spirituale del marchese.

Il Prof. Pompeo Vagliani ha presentato una interessante documentazione sulla situazione delle scuole nel 1° Ottocento; il prof. Vincenzo Arnone ha interpretato il Carme “Tancredi” di Silvio Pellico, facendone emergere una figura delicata e virile nello stesso tempo, espressione di una forza d’animo che ha fatto di Lui la realizzazione sul piano della concretezza di quell’immagine di “eroe” perseguita dal romanticismo: eroe della carità, della dedizione agli altri…

Il prof. Giorgio Chiosso ha trattato l’impegno educativo del marchese, che spazia dalle stanze di ricovero per i fanciullini, oggi scuole dell’Infanzia, al tentativo di riordino del sistema scolastico torinese degli anni ’20 e alle iniziative sostenute da Tancredi nel campo dell’istruzione popolare e professionale.

Don Primo Soldi e Sr. Francesca Sarcià hanno proposto alla riflessione dei convegnisti il valore della ricerca della Verità e della Felicità, aspetti che hanno caratterizzato la vita di Carlo Tancredi e quella di Giulia. Ricerca della Verità, del senso vero da dare alla vita, ricerca che rimanda a una bellezza più profonda, quella della loro santità, che si è impastata con il dolore, la miseria più nera, i volti trasfigurati…, dolore che ha segnato loro stessi… Carlo Tancredi con una morte tragica e precoce e Giulia che non ha sdegnato ad abbassarsi nelle carceri di Torino a prendere su di sé la bruttezza del peccato e della miseria umana per trasfigurarla nella Verità.

Il desiderio di Felicità, sta all’origine di ognuno di noi, ha detto con convinzione sr. Francesca ed è il filo conduttore della vita del marchese di Barolo “Dio ha creato l’uomo perché fosse felice”. La nostra felicità è desiderio di Dio, prima ancora che desiderio nostro. E dopo che l’uomo ha peccato, “Dio non vuol perdere l’opera delle sue mani”, così scrive Carlo Tancredi nella sua ultima operetta e certamente più preziosa: “Il primo uomo e l’uomo Dio”.  

Ricco di stimoli è stato l’intervento di don Salvatore Vitiello sulla “personalità umano spirituale di Tancredi”, così come quella del dott. Mauro Ronco sul rapporto del marchese con l’ambiente religioso torinese.

Del tutto inedita la figura di Tancredi colta attraverso i diari di viaggio e messa in luce dal conte  Marcello Falletti di Villafalletto.

Una voce particolare è stata quella di Francois Colbert, storico, proveniente dalla Savoia, che ha presentato in lingua francese la storia di famiglia della marchesa Giulia Colbert con grande coinvolgimento dinastico.

E, da ultimo, la bella affermazione di don Franco Monetti che insieme alla dott.ssa Arabella Cifani, storici dell’arte hanno chiuso in bellezza il Convegno, presentando il marchese come un critico d’arte, collezionista, che ha lasciato alla città di Torino il suo patrimonio, come stimolo di educazione al bello, al vero, al bene. 

Sr. Felicia Frascogna

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Un sincero grazie ai relatori, ai partecipanti ed a quanti hanno contribuito alla buona riuscita del convegno. Questa ricchezza d’interventi, basata sulle fonti, sarà ora affidata agli Atti che verranno pubblicati speriamo entro il prossimo giugno. I medesimi potranno essere prenotati presso la segreteria organizzativa del Convegno

Tel. 011  234 2219 – 234 22 11; E.mail: suormfelicia@tiscali.it

 

 

 
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